E' curioso notare come delle tre lingue neolatine più note, spagnolo, francese, italiano (in ordine decresecente per numero di parlanti), l'italiano sembra essere la lingua più pronta ad adottare, spesso acriticamente, la terminologia inglese. A volte basterebbe cercare nel nostro ricchissimo vocabolario per trovare espressioni corrispondenti sicuramente più significative e meno faticose da usare nella didattica di tutti i giorni, come del resto fanno spessissimo francesi e spagnoli. La tabellina seguente, riportata a solo scopo indicativo, è stata compilata verificandola con siti in lingua francese (Francia, Canada), inglese (Gran Bretagna, USA) e spagnola (Spagna, Argentina, Messico).

UK France Spain Italia
keyboardclaviertecladotastiera
linklienenlacelink
mousesourisratonmouse
screenécranpantallaschermo
serverserviteurservidorserver
downloadtélécharger----download
filefichier----file
byteoctet----byte

La tabella precedente non deve far supporre ad un irrigidimento irrazionale nei confronti della propria lingua, vuole soltanto far riflettere sui problemi che spesso nascono nei momenti in cui l'educatore piuttosto che occuparsi dell'oggetto didattico deve spendere ulteriori energie per far passare l'acquisizione di un nuovo termine privo di significato semantico: ad esempio se al posto di byte si usasse il termine ottetto il concetto di otto (bit) sarebbe già implicito nel termine stesso. Ma nell'uso della lingua parlata non è possibile imporre regole rigide, spesso le parole si impongono per altri motivi che non la facilità d'uso, ad esempio per moda, per esterofilia, per ostentazione, per praticità, per pigrizia, o per altri motivi.
La parola angloamericana file ha in origine molti significati, tra gli altri: schedario, archivio, lima, persona astuta, fila. Scrive Carlo Rossetti nel libro I TRANELLI DELL'INGLESE (Mondadori): "Come verbo vale alle volte CLASSIFICARE, METTERE AGLI ATTI, ARCHIVIARE [...] Come sostantivo vale anche RACCOLTA DI DOCUMENTI, DI GIORNALI [...]. Il motivo è che si chiamavano in Inghilterra FILES quelle che i nostri vecchi archivisti chiamavano FILZE [cioè fasci di documenti uniti assieme per essere collocati in archivio] e, cessato l'uso di esse, il verbo TO FILE restò come sinonimo di ORDINARE, CLASSIFICARE, REGISTRARE CARTE E DOCUMENTI in un pubblico ufficio ...". Oggi il termine file è entrato nel gergo dell'informatica col significato di collezione ordinata di record (record, altro termine tipico dell'informatica, assimilabile al nostro "scheda"). In italiano si potrebbe tradurre con archivio; ma ha avuto più fortuna il termine originale: il file, i file.
Il caso appena visto non è, purtroppo, isolato: la posizione di predominio degli Stati Uniti nel settore dell'Informatica e dell'Industria elettronica in generale ha imposto alle diverse lingue (francese, italiano, tedesco, spagnolo) il modello della terminologia anglo-americana. La maggior parte dei termini specializzati sono dunque "prestati" all'italiano: tali parole vengono usate o nella grafia originale o, qualche volta, "italianizzandole". L'eccezione di maggior rilievo è proprio la parola INFORMATICA, apparsa nel lessico italiano attorno al 1968. La sua diffusione è dovuta al largo uso che ne hanno fatto anche i politici da quando, nel 1968 appunto, un gruppo di esperti nominato dal Ministero del bilancio e della programmazione la accolse nella redazione del cosiddetto PROGETTO 80, il rapporto preliminare al programma economico nazionale 1971-75. Ma INFORMATICA non è una parola di origine italiana. Il termine deriva invece dal francese INFORMATIQUE sul quale si è modellato anche l'inglese INFORMATICS (oggi raramente usato) ed il tedesco INFORMATIK. INFORMATIQUE ha una nascita ben documentata: il termine è stato proposto nei primi anni '60 da Philippe Dreyfus, direttore generale del Centre d'Analyse et Programmation (CAP) in Francia, in una seduta dell'Association Francaise de Calcul et Traitment de l'Information. Partendo dalla contrazione di INFORMATION e AUTOMATIQUE fu coniato INFORMATIQUE, per assonanza con MATHEMATIQUE, PHYSIQUE, etc.
A parte INFORMATICA, la stragrande maggioranza dei termini usati ci viene "prestata" dall'inglese. Tali "prestiti" possono classificarsi in due categorie: quelli che esprimono concetti per cui esiste già un termine italiano corrispondente, e quelli che indicano concetti per cui non esiste un termine italiano corrispondente. Nel primo gruppo troviamo parole come COMPUTER; in italiano viene usato alternandolo a CALCOLATORE o ELABORATORE. Tutti e tre i termini hanno oggi ragione di esistere, assieme ad altri come CALCOLATRICE e con alcune sfumature di significato che le possono diversificare; fa sorridere, invece, insistere nel chiamare i computer CERVELLI ELETTRONICI. Nel secondo gruppo troviamo HARDWARE e SOFTWARE, parole che esprimono concetti non altrimenti esprimibili in italiano, e quindi non traducibili. Per curiosità, possiamo ricordare che in Francia hanno tentato di farlo, proponendo le accoppiate: MATERIEL e PROGRAMMERIE, MATERIEL e LOGICIEL, MECANOIDE e PROGRAMMOIDE, MECANECTRONIQUE e INTELLECTRONIQUE. In italiano si è presto abbandonata l'idea di trovare delle alternative tipo: STRUMENTAZIONE e PROGRAMMERIA oppure MATERIALE e LOGICALE o ancora APPARECCHIATURE e PROGRAMMATICA. E ora la stessa sorte è toccata al termine FIRMWARE che, ponendosi in una via di mezzo tra HARDWARE e SOFTWARE, indica il "software contenuto nell'hardware" (come le informazioni contenute nelle ROM). In ogni caso, quando possibile, a fini didattici soprattutto, è meglio introdurre i concetti usando termini come collegamento al posto di link oppure scaricare al posto di download o ancora cartella al posto di directory.

Prefisso Simbolo Fattore   Prefisso Simbolo Fattore
yotta Y 1024   yocto y 10-24
zetta Z 1021   zepto z 10-21
exa E 1018   atto a 10-18
peta P 1015   femto f 10-15
tera T 1012   pico p 10-12
giga G 109   nano n 10-9
mega M 106   micro µ 10-6
kilo k 103   milli m 10-3
etto h 102   centi c 10-2
deca da 101   deci d 10-1